Pasquale Rotondi e l’Operazione Salvataggio

La storia più interessante della Rocca di Sassocorvaro, rimasta nascosta per oltre quarant’anni, ha inizio con la seconda guerra mondiale quando venne scelta, proprio per la sua robustezza e per la sua posizione, come il luogo dell’Operazione Salvataggio, ovvero i 5 anni, 3 mesi, 8 giorni in cui migliaia di tesori dell’arte italiana vennero salvati dalla furia della guerra. Il 5 giugno 1940 inizia l’avventura di Pasquale Rotondi (Arpino, 12 maggio 1909 – Roma, 2 gennaio 1991), l’allora Sovrintendente delle Marche con sede ad Urbino, che venne incaricato dal Ministro dell’Educazione Nazionale Giuseppe Bottai e dal funzionario Carlo Giulio Argan (che diventerà poi uno storico ed un critico d’arte famoso) “di porre in atto il programma di salvaguardia delle opere d’arte mobili appartenenti al territorio giurisdizionale della mia Sovrintendenza.” scrisse Rotondi sul suo Diario – Sovrintandenza che all’epoca comprendeva anche la Dalmazia – e continua: “Tale programma prevede il trasporto delle opere nella rocca di Sassocorvaro come sicuro rifugio – dopo le mie particolareggiate ricerche in territorio marchigiano”.

Trasporto delle casse nella Rocca di Sassocorvaro

Trasporto delle casse nella Rocca di Sassocorvaro

Con tanto coraggio, pazienza e i pochi soldi che arrivavano a singhiozzo da Roma, mise in sicurezza la rocca da incendi e furti e, con un paio di aiutanti ed una Balilla, che a volte si è ritrovata anche senza benzina, portò al sicuro le opere provenienti dapprima dai musei e dalle chiese delle Marche (imballando con cura capolavori di Bellini, Lotto, Piero della Francesca, Tiziano, Rubens, Paolo Uccello, Perugino…) e, nel mese di ottobre, più di 1.300 opere provenienti da Venezia, dalle Gallerie dell’Accademia e da Cà d’Oro, tra cui la famosissima Tempesta di Giorgione e opere di Mantegna, Tiziano, Canaletto, Carpaccio e casse contenenti il Tesoro di San Marco.

Giorgione, La Tempesta, 1505-1508, tempera su tela, 82x73 cm, Venezia, Gallerie dell'Accademia

Giorgione, La Tempesta, 1505-1508, tempera su tela, 82×73 cm, Venezia, Gallerie dell’Accademia

Circa 6.500 opere vennero nascoste in gran segreto a Sassocorvaro “la protagonista che ha saputo custodire così a lungo e così gelosamente un tesoro di tanta grandezza, la più grande concentrazione di opere d’arte mai messe insieme nella storia dell’umanità” scrive Rotondi.

Tutti questi tesori erano sorvegliati da due custodi solamente, che però potevano contare sulla collaborazione della locale stazione dei Carabinieri, potenziata per l’occasione. Fu il primo passo per il futuro Comando Carabinieri Tutela Patrimonio. Fino al 1943 nel ricovero tutto scorreva liscio, anzi arrivarono anche esperti per le dovute verifiche e tecnici per apportare qualche restyling alle opere lievemente danneggiate dall’umidità e dalla polvere.

“Il Regio Sovrintendente alle Antichità di Ancona…ha messo in evidenza l’opera intelligente ed alacre da Voi svolta per l’attrezzatura dei locali e per tutte le opere necessarie per la migliore conservazione del materiale salvaguardato nel ricovero da Voi prescelto. Mentre prendo atto di questa Vostra lodevole attività, Vi esprimo il mio più vivo compiacimento. 

Il Ministro Giuseppe Bottai”

Caravaggio, Martirio di San Pietro, 1601, olio su tela, 230x175 cm, Roma cappella Cerasi a Santa Maria del popolo

Caravaggio, Martirio di San Pietro, 1601, olio su tela, 230×175 cm, Roma cappella Cerasi a Santa Maria del popolo

Le richieste di ricovero per le opere continuavano ad arrivare anche da Roma e Milano e Rotondi, per non condensare troppo materiale artistico nella rocca, optò per ricoverarle nel castello dei Principi di Carpegna (del 1675), I momenti più difficili per l’operazione salvataggio iniziarono nel settembre del ’43 con l’armistizio. In Italia la situazione era allo sbando più totale, tutto si stava disgregando, le comunicazioni diventavano impossibili e gruppi di militari tedeschi avevano occupato il paese ed il ricovero di Carpegna deponendo con forza i carabinieri di guardia. Con coraggio Rotondi si vide costretto a trasferire le opere più piccole nei locali di Palazzo Ducale di Urbino, dove alcune vennero addirittura murate, mentre decise di nascondere quelle più preziose, tra cui la Tempesta, nella sua casa di campagna, vegliandole tutta la notte con la moglie in una silenziosa contemplazione senza tempo.

Lorenzo Lotto, Pala di S. Lucia, 1532, tecnica mista su tavola, 335x188 cm, Pinacoteca civica di Jesi

Lorenzo Lotto, Pala di S. Lucia, 1532, tecnica mista su tavola, 335×188 cm, Pinacoteca civica di Jesi

Un aiuto da Roma arrivò in dicembre quando il Sovrintendente Lavagnino, giunto per il trasporto di alcune opere in Vaticano, riferì a Rotondi che le autorità vaticane ed il Papa si complimentavano per la sua opera. Ma non c’era tempo per gli elogi perché un nuovo terribile pericolo si stava affacciando nella primavera del ‘44: la Linea Gotica, che passava proprio lungo la vallata del fiume Foglia, dove si annidò la resistenza tedesca. Fortunatamente la Rocca riuscì a resistere egregiamente al fuoco delle artiglierie e Rotondi riuscì anche ad impedire che le opere fossero trasferite a nord dai tedeschi.

Il 30 agosto 1944 le truppe alleate entrarono ad Urbino e questo terribile incubo arrivò finalmente alla sua conclusione, anche se tutt’intorno regnava la desolazione più assoluta.

Il 14 settembre 1945 Rotondi annota sul suo Diario: “La rimozione delle opere dalla rocca di Sassocorvaro si è conclusa oggi felicemente…Ho riconsegnato nel pomeriggio alle autorità del comune i locali della rocca Ubaldinesca adibiti a ricovero. E’ stata una cerimonia un po’ triste…”

Piero della Francesca,  Pala di Brera, tempera e olio su tavola, 248x170 cm, 1472 circa, Milano, Pinacoteca di Brera

Piero della Francesca, Pala di Brera, tempera e olio su tavola, 248×170 cm, 1472 circa, Milano, Pinacoteca di Brera

A ricordo di questa pagina della nostra storia, rimasta segreta per più di 40 anni*, la rocca di Sassocorvaro è diventata sede del Museo Arca dell’Arte che ogni anno istituisce il Premio Rotondi ai salvatori dell’Arte. Un’iniziativa per ricordare che la salvaguardia dei beni artistici richiede l’impegno di tutti.

*Qui l’intervista – a La Storia siamo noi – al Sindaco di Sassocorvaro Oriano Giacomi (1980-1988), che fece la scoperta della straordinaria storia di Pasquale Rotondi per caso.

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